FAQ - Domande e risposte
Quali sono i parametri per poter essere definiti piccola e media impresa ?
Estratto dalla Raccomandazione della Commissione n.361 del 06/05/2003.
La raccomandazione n. 361/2003 entra in vigore il 1 gennaio 2005 e sostituisce la precedente n. 96/280/CE.
Media impresa
:
- occupa meno di 250 effettivi;
- ha un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, oppure ha un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro (si considera il dato più favorevole).
Piccola impresa
:
- occupa meno di 50 effettivi;
- ha un fatturato oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro.
Microimpresa
:
occupa meno di 10 effettivi;
ha un fatturato oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro. Come si calcolano gli occupati?
Il numero degli occupati si calcola in termini di unità lavorative-anno (ULA), sommando il numero degli occupati a tempo pieno per l'intero anno, a quello degli stagionali e degli occupati a tempo parziale, contabilizzati in frazioni di ULA.
Non sono contabilizzati i congedi di maternità o parentali.
Per il calcolo delle U.L.A. occorre considerare le seguenti regole:
- nel caso di dipendenti occupati a tempo pieno per tutto l’anno preso in considerazione, il numero di ULA corrisponde al numero dei dipendenti;
- nel caso di dipendenti occupati a tempo pieno per un periodo inferiore all’anno preso in considerazione, il numero di ULA a cui corrisponde ciascun occupato si ottiene dividendo il numero di mesi di lavoro per dodici;
- nel caso di dipendenti occupati a tempo parziale per tutto l’anno preso in considerazione, il numero di ULA a cui corrisponde ciascun occupato è proporzionale al rapporto tra le ore di lavoro previste dal contratto di lavoro e quelle fissate dal contratto collettivo di riferimento. Per esempio, se il contratto collettivo prevede l’effettuazione di 36 ore settimanali ed il contratto part-time prevede l’effettuazione di 18 ore, il numero di ULA per dipendente sarà 0,5;
- nel caso di dipendenti occupati a tempo parziale per un periodo inferiore all’anno preso in considerazione, occorre moltiplicare il valore calcolato alla lettera precedente per il numero di mesi di occupazione espresso in dodicesimi. Per esempio, se il contratto collettivo prevede 36 ore settimanali ed il contratto part-time 18 ore per la durata di sei mesi, l’ULA relativa sarà: (18/36) x (6/12) = 0,25
Qual è la definizione di piccola e media impresa della Banca Europea per gli Investimenti (BEI)?
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ha un massimo di 500 dipendenti;
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ha immobilizzi netti non superiori a 75 milioni di euro.
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non fa capo per più di un terzo ad una o più imprese di maggiori dimensioni (fanno eccezione le società finanziarie pubbliche e le società di partecipazione al capitale di rischio o, purché non esercitino alcun controllo, gli investitori istituzionali).
I tre criteri devono essere soddisfatti simultaneamente.
Cos'è il regime del de minimis?
Lo Stato e le altre Amministrazioni pubbliche possono erogare aiuti alle imprese solo nel limite di determinati massimali, fissati in percentuale sugli investimenti, autorizzati espressamente dalla Commissione europea.
Ogni progetto di legge agevolativa deve essere notificato alla Commissione stessa. Fanno eccezione gli aiuti di piccola entità, definiti dalla UE de minimis, che si presume non incidano sulla concorrenza in modo significativo.
Le autorità pubbliche possono quindi erogare aiuti alle imprese di qualsiasi dimensione, in regime de minimis, senza obbligo di notifica, nel rispetto delle condizioni di cui, attualmente, al regolamento CE della Commissione n. 1998/2006 che stabilisce quanto segue:
- L'importo massimo degli aiuti di cui un'impresa può beneficiare in regime de minimis non può superare il tetto di 200 mila euro nell'arco di tre esercizi finanziari.
Per il settore trasporti su strada, però, la soglia de minimis è fissata in 100 mila euro nell'arco di tre esercizi finanziari.
Ne deriva che per stabilire se una impresa possa ottenere una agevolazione in regime de minimis, occorrerà sommare tutti gli aiuti ottenuti da quella impresa, a qualsiasi titolo (per investimenti, attività di ricerca, promozione all’estero, ecc.), in regime De Minimis, nei due esercizi finanziari precedenti ed in quello in corso.
- L’aiuto de minimis è da considerare erogato nel momento in cui sorge per il beneficiario il diritto a ricevere l’aiuto stesso, indipendentemente dal suo utilizzo o percezione.
Cumulabilita’
Gli aiuti de minimis non sono cumulabili con gli aiuti di Stato relativi agli stessi costi ammissibili qualora il cumulo dia luogo ad un’intensità di aiuto superiore a quella fissata, a seconda dei casi, da un regolamento di esenzione per categoria o da una decisione della Commissione. In ogni caso è necessario verificare l’eventuale divieto esplicitamente previsto dalla legge agevolativi
Soggetti ammessi
Le agevolazioni in regime de minimis, sebbene interessino prioritariamente le Pmi, sono applicabili a prescindere dalla dimensione dell'impresa.
Una novità è quella che vede ammesse al regime de minimis le imprese di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, a condizione che siano soddisfatte determinate condizioni (nella disciplina precedente queste erano escluse) ed al settore dei trasporti.
Settori Esclusi
Il regime De Minimis si applica agli aiuti concessi alle imprese di qualsiasi settore ad eccezione di seguenti aiuti:
- aiuti concessi a imprese attive nel settore della pesca e dell’acquacoltura che rientrano nel campo di applicazione del regolamento CE n. 104/2000 del Consiglio (GU L 17 del 21.01.2000, pag. 22);
- aiuti ad imprese attive nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli di cui all’ allegato I del Trattato
- aiuti concessi a imprese attive nel settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli elencati nell’allegato I del Trattato, nei seguenti casi:
a) quando l’importo dell’aiuto è fissato in base al prezzo o al quantitativo di tali prodotti acquistati da produttori primari o immessi sul mercato dalle imprese interessate
b) quando l’aiuto è subordinato al fatto di venire parzialmente o interamente trasferito a produttori primari.
aiuti ad attività connesse all’esportazione verso Paesi terzi o Stati membri, ovvero aiuti direttamente collegati ai quantitativi esportati, alla costituzione e gestione di una rete di distribuzione o ad altre spese correnti connesse con l’attività di esportazione;
c) aiuti condizionati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti d’importazione;
d) aiuti alle imprese del settore carboniero di cui al regolamento CE n. 1407/2202;
e) aiuti destinati all’acquisto di veicoli per il trasporto di merci su strada da parte di imprese che effettuano trasporto di merci su strada per conto terzi;
f) aiuti concessi alle imprese in difficoltà
Norma Transitoria
Il presente Regolamento si applica anche agli aiuti accordati anteriormente il 1° gennaio 2007 alle imprese nel settore dei trasporti e nel settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.
Cos'è Equivalente Sovvenzione Netta e Lorda (ESN, ESL)?
L’Equivalente Sovvenzione, è l’unità di misura utilizzata per calcolare l’entità dell’aiuto erogato caso per caso.
L’esigenza di salvaguardare il regime della concorrenza nel mercato europeo ha portato la Commissione di Bruxelles a stabilire dei limiti alle agevolazioni pubbliche, che tengono conto della localizzazione degli interventi, della dimensione delle imprese, del settore di appartenenza, della finalità dell’aiuto, ecc. Questi limiti sono calcolati appunto in Equivalente Sovvenzione, in percentuale sull’importo dell’investimento.
Per determinare l’entità dell’agevolazione occorre innanzi tutto tradurre l’aiuto, qualunque sia la sua natura (sovvenzione in conto capitale o in conto interessi, agevolazione fiscale, garanzia sul rischio di cambio, ecc.) in sovvenzione in conto capitale; si deve cioè calcolare l’elemento dono dell’aiuto, tenendo conto, ad esempio nel caso di un prestito agevolato, della percentuale di finanziamento sull’investimento, della durata del finanziamento, dell’ammontare del bonifico e del tasso convenzionale di attualizzazione. Questo valore, calcolato in percentuale sull’investimento (sulle spese ammissibili), rappresenta l’Equivalente Sovvenzione Lorda (ESL).
Se, una volta effettuata questa operazione, si sottrae la quota prelevata dallo Stato a titolo di imposizione fiscale, si ottiene l’Equivalente Sovvenzione Netta (ESN). Questo calcolo è piuttosto complesso e varia a seconda del settore di appartenenza del beneficiario, della forma societaria, della tipologia degli investimenti, della localizzazione, ecc. Il risultato di questa operazione dà il vantaggio finale di cui gode l’iniziativa agevolata dopo avere pagato le imposte sugli utili di esercizio che l’aiuto presumibilmente ha prodotto.